L'immagine della Madonna è sempre stata oggetto di particolare devozione presso la comunità di Erbè.

Ne sono testimonianza i capitelli e le edicole costruite sul territorio:

  • Oratorio dedicato alla "Beata M. Vergine del Monte Carmelo" eretto per "ordine del priore Francesco Balestra tra il 1721 e il 1723" sulla strada Erbè - Pellegrina. (R. Scola Gagliardi "Le corti rurali tra il Tartaro e il Tione dal XV al XIX secolo").


  • Capitello della Madonna Immacolata sulla via per Mantova e Fagnano registrato in un documento del 1583 presso l'Archivio di Stato di Verona, e demolito nel 1973. (B. Chiappa "Momenti di vita e di cultura popolare nella Bassa Veronese").


  • La Chiesa dell'Erbedello dedicata a Santa Maria Novella risalente al secolo XI, che conserva pregevoli affreschi dell'epoca. Questa era il centro del primo Borgo da cui ebbe origine il paese di Erbè.


Ogni anno, nella riccorrenza dell'Immacolata, il giorno 8 dicembre, gli Erbetani si trovano 

nell'antica chiesetta. È un appuntamento irrinunciabile per ritrovarsi a pregare la Vergine, 

scambiare "quatro ciacole" con amici e parenti, e ascoltare brani musicali eseguiti dal Corpo 

Bandistico "Giuseppe Verdi".


Per molti anni, sul prato antistante, fra un saluto ed un ricordo, si beveva un bicchiere di "vin

brulè" offerto dagli abitanti della zona vicina all'Erbedello.



Negli anni '60, il Corpo Bandistico si stava riorganizzando e le sue risorse finanziarie erano scarse.

Si pensò quindi di ricavare da questa festa un aiuto economico. Dopo la cerimonia della 

benedizione ogni anno gli Erbetani si ritrovano presso la corte dei Sigg. Natali per "magnar bigoli

con le sardele, ossi de porco e bear del bon vin" e le ore trascorrono in allegria fino a sera 

inoltrata, allietati dal suono della Banda.